Davide l’aveva sempre sognata una casa sull’albero, sin da quando era ragazzino.

Quando usciva di casa per andare a giocare nel bosco vicino assieme alla sorellina Anna, portava sempre con sé un piccolo quadernetto. Lasciava che Anna corresse e giocasse in mezzo alla natura, mentre lui si sedeva ai piedi del grande abete e con una matita, come fosse un ingegnere, riempiva i fogli di schizzi immaginando la casa dei suoi sogni su quell’albero.

Quando Anna, incuriosita dall’affaccendarsi del fratello, smetteva di correre per sedersi accanto a lui, la loro fantasia prendeva il sopravvento.

“Vedi Anna, qui faremo uno grande scala a pioli…”

“Cosa sono i pioli?” chiese la sorellina. Davide con molta calma disegnò sul foglio due linee parallele dal basso verso l’alto, intersecandole poi a lineette più sottili e regolari.

“Questa è una scala a pioli” sorrise nel spiegarglielo.

“Da qui noi saliremo verso la nostra casa sull’albero e quando saremo in cima, il nostro sguardo si perderà verso i boschi, i prati e le colline”.

Anna rimase incantata dalle parole del fratello.

“E posso portarci anche le mie bambole?”

“Certo. Potrai portarci tutto quello che vorrai!” rispose Davide mentre la sorellina gli saltava al collo dalla felicità.

“Ascolta Anna, ti va di aiutami a disegnare la nostra casa sull’albero?”

“Sìììì!” rispose entusiasta Anna. “Sarà il nostro rifugio!”

I due fratelli si sedettero uno accanto all’altro. Davide appoggiò il quaderno sulle sue ginocchia e iniziò a disegnare tutte le idee condivise con la sorellina.

La loro casa avrebbe avuto le due pareti principali a forma ovale, perché ad Anna piacevano molto le uova alla coque che la mamma le cucinava tutte le mattine. Alle pareti, tutto intorno alla casa, avrebbero messo dei grandi finestroni per fare entrare più luce possibile.

“Così non avrò più paura del buio!” spiegò Anna al fratello.

All’interno della casa ci sarebbero state tre grandi stanze. Una tutta loro, riempita di cuscini di tutte le forme e colori. Una per mamma e papà, con un grosso lettone e una scrivania dove avrebbero potuto appoggiare il pc e i libri. E infine una grossa stanza comune dove mettere la cucina, il divano e la televisione.

“E il bagno?” chiese divertito Davide.

“Il bagno lo mettiamo qui fuori.” Anna indicò al fratello il punto esatto sul foglio.

“Faremo un’altra piccola casetta proprio qui, con il bagno e una doccia, mentre fuori faremo una piccola piscina dove poter giocare d’estate.”

Davide continuò a disegnare per molto tempo ancora.

Anna volle aggiungere una carrucola per far salire le vivande, uno scivolo, un piccolo giardino e molte altre cose. Quando il disegno della loro casa fu terminato, Davide e Anna lo firmarono in fondo alla pagina, con la promessa che un giorno quella casa l’avrebbero realizzata.

Davide è cresciuto ed è diventato ingegnere e per mestiere progetta case. Con la famiglia si è trasferito in Austria e non ha mai dimenticato la promessa fatta ad Anna. Qualche anno fa ha iniziato a realizzare il suo progetto della casa sull’albero nel bosco. Il disegno fatto con la sorellina quarant’anni prima è ancora ben conservato ed è stato d’ispirazione per la sua realizzazione.

Ma il sogno di Davide è andato oltre. La sua è diventata una vera e propria attività, ed è riuscito nell’intento di unire le sue due grandi passioni: la costruzione e la natura. Mentre il progetto della casa sull’albero prendeva forma, ha cercato di adottare il maggior numero di soluzioni ecosostenibili per mantenere lo stretto contatto con la natura. I piccoli rifugi costruiti nel bosco sono provvisti di ogni servizio, attrezzati ed arredati per garantire il massimo comfort e benessere.

Oggi Davide gestisce con sua sorella Anna uno splendido resort fatto di case sugli alberi e fiabeschi chalet di legno immersi nella natura incontaminata di boschi di faggi.