Saper entrare nella storia che si racconta è un dono.

E’ un dono che si fa a chi legge. Saper fare immedesimare il lettore nei personaggi e nelle loro emozioni è importante, anzi, fondamentale.

Non solo.

Entrare con la propria fantasia nella storia di qualcuno è un privilegio. Perché accade qualcosa di sacro e magico quando si inizia a raccontare la storia di qualcun altro. Qualcosa che va oltre il tempo e lo spazio, che supera le proprie convinzioni e ti fa vivere a pieno le emozioni.

Spesso si dice che gli artisti tendano ad essere iper-emotivi, cioè si lasciano travolgere dalle emozioni che raccontano in maniera totale. Certo, sarebbe più sicuro avvicinarsi alla storia che si decide di raccontare in maniera del tutto oggettiva, non intrecciare le proprie emozioni con quelle della storia, ma in questo modo si perderebbe qualcosa di estremamente prezioso.

Per esempio, in Effetto Domino ho voluto raccontare il viaggio di redenzione di Biagio.

La redenzione deve avere una voce

Forse la sua storia non diventerà mai così famosa, ma ora qualcuno in più la conosce. E come ogni buona storia, si diffonde e si moltiplica, passando di persona in persona. Come un sussurro nell’orecchio o una buona chiacchierata davanti ad un caffè.

Raccontare una storia, fare uno storytelling, è molto più di un’arte e un atto di verità. Scrivere, mettere su carta è una forma di trasmissione forte e contagiosa.

E tu, hai mai raccontato con tutto te stesso la storia di qualcun altro?